La conferenza delle valli
Accedi direttamente alle comunità montane
|
La tua posizione sul sito è: Le Alte Valli >> Protocollo di cooperazione dicembre 2000
STRUTTURE INTERCOMUNALI DELLE ALTE VALLI
Communauté de
Communes de Haute-Maurienne, Communauté de Communes de Modane, Communauté de Communes de St. Michel de Maurienne, Comunità Montana Alta Val Susa, Comunità Montana Bassa Val Susa, Comunità Montana Val Sangone, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, Comunità Montana Val Pellice, Communauté de Communes du Briançonnais, Communauté de Communes de L'Argentière-la-Bessée, Communauté de Communes de Guillestre, Communauté de Communes du Queyras.
PROTOCOLLO DI COOPERAZIONE
La Conferenza transfrontaliera franco - italiana
dei Départements, Province e Regioni autonome, ha
definito un piano di sviluppo integrato del massiccio delle
Alpi occidentali. Una parte importante della cooperazione e
dello sviluppo dipende comunque dagli attori che operano
vicino alla frontiera. Occorre pertanto dare a questa
"cooperazione di prossimità" un'organizzazione ed un
programma di lavoro per assicurarle efficacia, coerenza e
durata. Questo è l'obiettivo del presente protocollo
di cooperazione. Un territorio che ha in comune dei valori
ambientali, storico - culturali (Parchi naturali, Escartons,
Valli Valdesi, Savoia, lingue e dialetti francofoni) e
motivazioni socio - economiche (agricoltura,
deindustrializzazione, turismo).
GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE CON LA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA
Le strutture
intercomunali del territorio transfrontaliero esprimono la
volontà di lavorare insieme ad uno sviluppo armonioso
di questa parte del territorio delle Alpi Cozie. Esse si
impegnano a:
Favorire uno sviluppo sostenibile integrato.
Questo richiede la definizione di un territorio volutamente
limitato, al fine di permettere un lavoro regolare e creare
le condizioni per l'elaborazione e la realizzazione efficace
dei progetti comuni. I progetti avviati e gestiti su questo
territorio potranno, in funzione dei temi, allargarsi ad
altri territori limitrofi.
Coordinare le azioni dalle due
parti della frontiera. Le strutture intercomunali hanno
competenze di sviluppo locale ed hanno acquisito una
capacità nella gestione dei progetti. Questo
renderà più facile l'elaborazione, la
realizzazione ed il mantenimento nel tempo di azioni
concrete.
Mobilitare gli attori economici e sociali, per far
emergere gli interessi comuni ed il valore aggiunto di
un'azione transnazionale.
GLI AMBITI DI COOPERAZIONE
I temi
esposti qui di seguito, che riflettono lo stato attuale dei
partners effettivi o potenziali, potranno essere oggetto di
approfondimenti e diversificazioni nel corso del tempo, ad
esempio in occasione della preparazione dei Giochi Olimpici
di Torino 2006, che rappresenta un'opportunità per lo
sviluppo del territorio transfrontaliero. Per favorire
l'efficacia del progetto, sarà tuttavia necessario
organizzare in modo gerarchico le azioni e concentrare i
mezzi sulle operazioni che sembreranno più pertinenti
all'integrazione dei territori: valorizzare le
complementarità. Questa presentazione per grandi ambiti
di cooperazione non deve distogliere da una visione di
sviluppo integrato globale del territorio transfrontaliero,
che è l'obiettivo che ci poniamo per questo
territorio. La realizzazione del processo strategico non deve
tuttavia ritardare il lavoro per temi e la preparazione di
azioni da realizzare a breve termine. I temi di cooperazione
sono raggruppati in quattro assi:
- TERRITORIO
- CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO, SALVAGUARDIA
DEI PAESAGGI
La preoccupazione principale è la
qualità dei siti, perché essa costituisce un
elemento determinante dell'attrazione turistica del
territorio transfrontaliero. Questa esigenza tocca vari
ambiti (urbanistica ed edilizia, occupazione degli spazi,
rifiuti, etc.). La prevenzione dei rischi e la sicurezza in
montagna dovranno essere affrontati contemporaneamente alla
valorizzazione turistica, così come la gestione dei
rifiuti. È auspicabile la redazione e l'organizzazione di
piani di protezione civile congiunta ed integrata sui due
versanti alpini, con formazione per il personale addetto,
professionisti e volontari; Per il mantenimento dell'ambiente
e del paesaggio è necessaria l'attività
agricola, che deve essere sostenuta con la valorizzazione dei
prodotti, in relazione con l'artigianato. La gestione e la
valorizzazione dei paesaggi favoriscono il mantenimento delle
attività agricole e forestali. La realizzazione di un
sistema informativo, la creazione di banche dati e di
cartografie numeriche per favorire la conoscenza del
territorio e per facilitare le azioni di prevenzione dei
rischi e di gestione del territorio, anche a fini
infrastrutturali e produttivi. La cooperazione tra parchi
naturali.
- I TRASPORTI
Favorire la mobilità tra le
diverse parti è elemento essenziale per lo sviluppo
del territorio transfrontaliero. Questo obiettivo
dovrà essere accompagnato dalla volontà di
salvaguardare la qualità dell'ambiente. Le azioni
dovranno essere sviluppate con le seguenti
prospettive:
- Attivare linee turistiche stagionali.
- Organizzare trasporti abbinati all’escursionismo.
- Limitare gli accessi in automobile in alcune valli, sostituendoli con mezzi di trasporto collettivi non inquinanti.
- Sensibilizzare e favorire l’utilizzo dei trasporti collettivi.
In una prospettiva a
lungo termine, si rifletterà sulle ricadute locali
delle grandi infrastrutture ferroviarie e sul loro potenziale
impatto sullo sviluppo locale.
- ECONOMIA
- LO SVILUPPO DELL’ARTIGIANATO
- Esiste nelle alte valli una tradizione di
artigianato artistico (Haute Maurienne, Queyras, Val Susa,
Valli del Pinerolese), che da un lato genera occupazione e
dall'altro è un elemento di attrazione turistica.
Questo settore deve essere sostenuto in partenariato con gli
organismi coinvolti (Camera di Commercio, Agricoltura,
Artigianato ed Industria ed i Réseau d'Echanges
Transfrontaliers Alpins - RETA, potrebbero unirsi alle azioni
future di cooperazione in quest'ambito).
- Anche gli altri
settori dell'artigianato devono diventare attori nella
cooperazione. La valorizzazione del patrimonio può
essere anche l'occasione adatta per riscoprire il
savoir-faire specifico delle imprese locali, che può
essere migliorato con una formazione mirata.
- LO SVILUPPO TURISTICO
È attualmente la leva principale dello sviluppo
economico delle Alte Valli. Le vie di azione sono
molteplici:
- Uso di marchi di “qualità” per le strutture ricettive ed i prodotti.
- Sviluppo di prodotti culturali: ludici, sportivi o legati alla gastronomia.
- Creazione, organizzazione e valorizzazione di itinerari escursionistici, migliorando anche la qualità delle strutture ricettive.
- Gli ambiti della promozione e della commercializzazione no possono essere disgiunti dalle azioni intraprese a questo riguardo.
- Promozione e commercializzazione degli eventi già condotti con precedenti progetti Interreg: miniere, forti, rete degli Escartons e delle Valli Valdesi.
- LAVORO
La decisione di costituire un territorio di progetto transfrontaliero (che ha in comune, oltre al patrimonio ambientale e storico – culturale, problematiche socio – economiche relative alla deindustrializzazione, all’emarginazione, all’abbandono dell’attività agricola, al lavoro stagionale nel turismo), è finalizzata a favorire uno sviluppo integrato. Un processo da attuare con più attori (pubblici e privati) ed il coinvolgimento di diversi settori (ambiente, agricoltura, artigianato, piccole e medie imprese, turismo).
Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la metodologia da adottare è quella applicata allo sviluppo locale, che si fonda sulla concertazione. Le azioni da intraprendere sono:
- Interventi per favorire l’occupazione, finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro e l’inserimento dei giovani, delle donne e delle persone in difficoltà nel mondo del lavoro.
- Formazione professionale.
- Diverse iniziative per favorire la creazione di lavoro autonomo, le piccole e medie imprese.
- Utilizzo delle risorse locali per creare nuove attività ed accrescere la ricaduta economica sul territorio.
- Favorire la creazione di filiere nei vari settori, per accrescere la localizzazione delle economie.
- SOCIETÀ
- PATRIMONIO ED AZIONE CULTURALE
Questo ambito è già oggetto di azioni comuni:
- Il patrimonio fortificato.
È in corso un lavoro sull’insieme della frontiera, nella prospettiva di una valorizzazione turistica in relazione ai grandi itinerari: GTA, Route des Grandes Alpes, etc. L’obiettivo è di definire di qui ad un anno un programma di azioni da presentare per i finanziamenti europei e nazionali.
- Il patrimonio religioso.
È particolarmente ricco nelle Alpi italo – francesi e potrebbe costituire un altro settore da valorizzare.
- Altri elementi del patrimonio sono ugualmente da prendere in considerazione (le miniere, l’archeologia industriale, la messa in rete dei musei etnografici) ed altre attività potranno essere avviate, quali:
- Azioni congiunte per favorire la divulgazione, la conoscenza e la fruizione turistica del patrimonio culturale (ricerche, mostre, spettacoli);
- Attività didattica comune per facilitare la conoscenza e la comprensione della vita nel territorio;
- Integrazione delle iniziative quali ecomusei, villes et pays d’art et d’histoire;
- Tutela delle minoranze linguistiche: promozione della lingua locale e del suo insegnamento a livello scolastico.
- L’INFORMAZIONE E GLI SCAMBI
La cooperazione transfrontaliera non deve fermarsi al livello delle istituzioni.
Per coinvolgere la popolazione è necessario incoraggiare gli scambi e la mobilità tra i diversi settori del territorio transfrontaliero:
- L’informazione transfrontaliera dovrà essere sviluppata con la partecipazione delle radio e dei giornali locali e regionali, che dovranno informare su quanto accade dall’altra parte della frontiera.
- La lingua rimane il maggior ostacolo in questi scambi: una politica educativa reciproca su questo tema è un investimento che può essere favorito dagli scambi tra scuole.
- I SERVIZI ALLA POPOLAZIONE
Offrire agli utenti dei servizi pubblici locali un’assistenza basata sull’ottimizzazione delle risorse sanitarie e sociali di prossimità e sulla complementarità delle strutture esistenti nell’area transfrontaliera.
- sport
- acque e depurazione
- LE MODALITÀ DELLA COOPERAZIONE
Non si prevede di creare una nuova struttura. La cooperazione si baserà sull’organizzazione di un partenariato, sui mezzi propri delle strutture intercomunali, oltre che sull’apporto tecnico che potranno offrire la Provincia di Torino ed i Départements de Savoie e des Hautes – Alpes.
IL COMITATO DI PILOTAGGIO
E’ assicurato da un’assemblea composta dai presidenti (o dai loro rappresentanti), di ciascuna delle strutture intercomunali e di un rappresentante della Provincia di Torino e dei Départements de Savoie e des Hautes – Alpes.
A questo comitato di pilotaggio si possono aggiungere, in caso di necessità, dei rappresentanti di altre collettività o organismi già in funzione.
Questo comitato designa un presidente e due vice presidenti.
Ha la funzione di fornire gli indirizzi, di convalidare le proposte che gli verranno avanzate, di prendere decisioni, nei limiti delle competenze delle strutture intercomunali e di valutare i risultati delle azioni intraprese.
L’APPOGGIO OPERATIVO
E’ fornito da un gruppo tecnico composto da collaboratori di ciascuna delle strutture intercomunali. Ciascun territorio, parte italiana, Briançonnais, Maurienne, designerà un responsabile tecnico.
Con successiva e apposita convenzione si provvederà ad individuare forme e modalità di coordinamento del costituendo gruppo tecnico. In tale convenzione si provvederà a definire il quadro economico previsionale dei costi relativi al coordinamento e la loro ripartizione tra gli Enti firmatari del presente protocollo.
Stampa la pagina
Torna ad inizio pagina
|
Progetti INTERREG IIIA conclusi
Giovani in azione Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca
ALPES Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca
Sicurezza per lo sviluppo sostenibile delle Alte Valli Comunità Montana Pinerolese Pedemontano
|