ASSOCIAZIONE DELLA CONFERENZA ALTE VALLI

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Conferenza delle Alte Valli

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immagine decorativa: freccia che precede il link Il territorio di riferimento

immagine decorativa: freccia che precede il link Metodologia di lavoro
 e linee strategiche

immagine decorativa: freccia che precede il link Protocolli di cooperazione
 1. Protocollo del 14/12/2000
 2. Protocollo del 9/05/2005

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 du Briançonnais

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 du Pays des Ecrins

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 du Guillestrois

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 du Queyras

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 de Maurienne

La tua posizione sul sito è: Le Alte Valli >> Protocollo di cooperazione dicembre 2000

PROTOCOLLO DI COOPERAZIONE
DICEMBRE 2000

STRUTTURE INTERCOMUNALI DELLE ALTE VALLI


Communauté de Communes de Haute-Maurienne, Communauté de Communes de Modane, Communauté de Communes de St. Michel de Maurienne, Comunità Montana Alta Val Susa, Comunità Montana Bassa Val Susa, Comunità Montana Val Sangone, Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca, Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, Comunità Montana Val Pellice, Communauté de Communes du Briançonnais, Communauté de Communes de L'Argentière-la-Bessée, Communauté de Communes de Guillestre, Communauté de Communes du Queyras.

PROTOCOLLO DI COOPERAZIONE

La Conferenza transfrontaliera franco - italiana dei Départements, Province e Regioni autonome, ha definito un piano di sviluppo integrato del massiccio delle Alpi occidentali. Una parte importante della cooperazione e dello sviluppo dipende comunque dagli attori che operano vicino alla frontiera. Occorre pertanto dare a questa "cooperazione di prossimità" un'organizzazione ed un programma di lavoro per assicurarle efficacia, coerenza e durata. Questo è l'obiettivo del presente protocollo di cooperazione.
Un territorio che ha in comune dei valori ambientali, storico - culturali (Parchi naturali, Escartons, Valli Valdesi, Savoia, lingue e dialetti francofoni) e motivazioni socio - economiche (agricoltura, deindustrializzazione, turismo).


GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE CON LA COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA


Le strutture intercomunali del territorio transfrontaliero esprimono la volontà di lavorare insieme ad uno sviluppo armonioso di questa parte del territorio delle Alpi Cozie. Esse si impegnano a:
Favorire uno sviluppo sostenibile integrato. Questo richiede la definizione di un territorio volutamente limitato, al fine di permettere un lavoro regolare e creare le condizioni per l'elaborazione e la realizzazione efficace dei progetti comuni. I progetti avviati e gestiti su questo territorio potranno, in funzione dei temi, allargarsi ad altri territori limitrofi.

Coordinare le azioni dalle due parti della frontiera. Le strutture intercomunali hanno competenze di sviluppo locale ed hanno acquisito una capacità nella gestione dei progetti. Questo renderà più facile l'elaborazione, la realizzazione ed il mantenimento nel tempo di azioni concrete.

Mobilitare gli attori economici e sociali, per far emergere gli interessi comuni ed il valore aggiunto di un'azione transnazionale.

GLI AMBITI DI COOPERAZIONE

I temi esposti qui di seguito, che riflettono lo stato attuale dei partners effettivi o potenziali, potranno essere oggetto di approfondimenti e diversificazioni nel corso del tempo, ad esempio in occasione della preparazione dei Giochi Olimpici di Torino 2006, che rappresenta un'opportunità per lo sviluppo del territorio transfrontaliero.
Per favorire l'efficacia del progetto, sarà tuttavia necessario organizzare in modo gerarchico le azioni e concentrare i mezzi sulle operazioni che sembreranno più pertinenti all'integrazione dei territori: valorizzare le complementarità.
Questa presentazione per grandi ambiti di cooperazione non deve distogliere da una visione di sviluppo integrato globale del territorio transfrontaliero, che è l'obiettivo che ci poniamo per questo territorio. La realizzazione del processo strategico non deve tuttavia ritardare il lavoro per temi e la preparazione di azioni da realizzare a breve termine. I temi di cooperazione sono raggruppati in quattro assi:

  1. TERRITORIO

    1. CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO, SALVAGUARDIA DEI PAESAGGI

      La preoccupazione principale è la qualità dei siti, perché essa costituisce un elemento determinante dell'attrazione turistica del territorio transfrontaliero. Questa esigenza tocca vari ambiti (urbanistica ed edilizia, occupazione degli spazi, rifiuti, etc.).
      La prevenzione dei rischi e la sicurezza in montagna dovranno essere affrontati contemporaneamente alla valorizzazione turistica, così come la gestione dei rifiuti.
      È auspicabile la redazione e l'organizzazione di piani di protezione civile congiunta ed integrata sui due versanti alpini, con formazione per il personale addetto, professionisti e volontari;
      Per il mantenimento dell'ambiente e del paesaggio è necessaria l'attività agricola, che deve essere sostenuta con la valorizzazione dei prodotti, in relazione con l'artigianato.
      La gestione e la valorizzazione dei paesaggi favoriscono il mantenimento delle attività agricole e forestali.
      La realizzazione di un sistema informativo, la creazione di banche dati e di cartografie numeriche per favorire la conoscenza del territorio e per facilitare le azioni di prevenzione dei rischi e di gestione del territorio, anche a fini infrastrutturali e produttivi.
      La cooperazione tra parchi naturali.

    2. I TRASPORTI

      Favorire la mobilità tra le diverse parti è elemento essenziale per lo sviluppo del territorio transfrontaliero. Questo obiettivo dovrà essere accompagnato dalla volontà di salvaguardare la qualità dell'ambiente.
      Le azioni dovranno essere sviluppate con le seguenti prospettive:
      1. Attivare linee turistiche stagionali.
      2. Organizzare trasporti abbinati all’escursionismo.
      3. Limitare gli accessi in automobile in alcune valli, sostituendoli con mezzi di trasporto collettivi non inquinanti.
      4. Sensibilizzare e favorire l’utilizzo dei trasporti collettivi.
      In una prospettiva a lungo termine, si rifletterà sulle ricadute locali delle grandi infrastrutture ferroviarie e sul loro potenziale impatto sullo sviluppo locale.


  2. ECONOMIA

    1. LO SVILUPPO DELL’ARTIGIANATO

      1. Esiste nelle alte valli una tradizione di artigianato artistico (Haute Maurienne, Queyras, Val Susa, Valli del Pinerolese), che da un lato genera occupazione e dall'altro è un elemento di attrazione turistica. Questo settore deve essere sostenuto in partenariato con gli organismi coinvolti (Camera di Commercio, Agricoltura, Artigianato ed Industria ed i Réseau d'Echanges Transfrontaliers Alpins - RETA, potrebbero unirsi alle azioni future di cooperazione in quest'ambito).
      2. Anche gli altri settori dell'artigianato devono diventare attori nella cooperazione. La valorizzazione del patrimonio può essere anche l'occasione adatta per riscoprire il savoir-faire specifico delle imprese locali, che può essere migliorato con una formazione mirata.


    2. LO SVILUPPO TURISTICO

      È attualmente la leva principale dello sviluppo economico delle Alte Valli. Le vie di azione sono molteplici:
      1. Uso di marchi di “qualità” per le strutture ricettive ed i prodotti.
      2. Sviluppo di prodotti culturali: ludici, sportivi o legati alla gastronomia.
      3. Creazione, organizzazione e valorizzazione di itinerari escursionistici, migliorando anche la qualità delle strutture ricettive.
      4. Gli ambiti della promozione e della commercializzazione no possono essere disgiunti dalle azioni intraprese a questo riguardo.
      5. Promozione e commercializzazione degli eventi già condotti con precedenti progetti Interreg: miniere, forti, rete degli Escartons e delle Valli Valdesi.


  3. LAVORO

    La decisione di costituire un territorio di progetto transfrontaliero (che ha in comune, oltre al patrimonio ambientale e storico – culturale, problematiche socio – economiche relative alla deindustrializzazione, all’emarginazione, all’abbandono dell’attività agricola, al lavoro stagionale nel turismo), è finalizzata a favorire uno sviluppo integrato. Un processo da attuare con più attori (pubblici e privati) ed il coinvolgimento di diversi settori (ambiente, agricoltura, artigianato, piccole e medie imprese, turismo).
    Per raggiungere gli obiettivi prefissati, la metodologia da adottare è quella applicata allo sviluppo locale, che si fonda sulla concertazione. Le azioni da intraprendere sono:
    • Interventi per favorire l’occupazione, finalizzati alla creazione di nuovi posti di lavoro e l’inserimento dei giovani, delle donne e delle persone in difficoltà nel mondo del lavoro.
    • Formazione professionale.
    • Diverse iniziative per favorire la creazione di lavoro autonomo, le piccole e medie imprese.
    • Utilizzo delle risorse locali per creare nuove attività ed accrescere la ricaduta economica sul territorio.
    • Favorire la creazione di filiere nei vari settori, per accrescere la localizzazione delle economie.


  4. SOCIETÀ

    1. PATRIMONIO ED AZIONE CULTURALE

      Questo ambito è già oggetto di azioni comuni:
      1. Il patrimonio fortificato.
        È in corso un lavoro sull’insieme della frontiera, nella prospettiva di una valorizzazione turistica in relazione ai grandi itinerari: GTA, Route des Grandes Alpes, etc. L’obiettivo è di definire di qui ad un anno un programma di azioni da presentare per i finanziamenti europei e nazionali.
      2. Il patrimonio religioso.
        È particolarmente ricco nelle Alpi italo – francesi e potrebbe costituire un altro settore da valorizzare.
      3. Altri elementi del patrimonio sono ugualmente da prendere in considerazione (le miniere, l’archeologia industriale, la messa in rete dei musei etnografici) ed altre attività potranno essere avviate, quali:
        - Azioni congiunte per favorire la divulgazione, la conoscenza e la fruizione turistica del patrimonio culturale (ricerche, mostre, spettacoli);
        - Attività didattica comune per facilitare la conoscenza e la comprensione della vita nel territorio;
        - Integrazione delle iniziative quali ecomusei, villes et pays d’art et d’histoire;
        - Tutela delle minoranze linguistiche: promozione della lingua locale e del suo insegnamento a livello scolastico.


    2. L’INFORMAZIONE E GLI SCAMBI

      La cooperazione transfrontaliera non deve fermarsi al livello delle istituzioni.
      Per coinvolgere la popolazione è necessario incoraggiare gli scambi e la mobilità tra i diversi settori del territorio transfrontaliero:
      1. L’informazione transfrontaliera dovrà essere sviluppata con la partecipazione delle radio e dei giornali locali e regionali, che dovranno informare su quanto accade dall’altra parte della frontiera.
      2. La lingua rimane il maggior ostacolo in questi scambi: una politica educativa reciproca su questo tema è un investimento che può essere favorito dagli scambi tra scuole.


    3. I SERVIZI ALLA POPOLAZIONE

      Offrire agli utenti dei servizi pubblici locali un’assistenza basata sull’ottimizzazione delle risorse sanitarie e sociali di prossimità e sulla complementarità delle strutture esistenti nell’area transfrontaliera.
      - sport
      - acque e depurazione


  5. LE MODALITÀ DELLA COOPERAZIONE

    Non si prevede di creare una nuova struttura. La cooperazione si baserà sull’organizzazione di un partenariato, sui mezzi propri delle strutture intercomunali, oltre che sull’apporto tecnico che potranno offrire la Provincia di Torino ed i Départements de Savoie e des Hautes – Alpes.

    IL COMITATO DI PILOTAGGIO

    E’ assicurato da un’assemblea composta dai presidenti (o dai loro rappresentanti), di ciascuna delle strutture intercomunali e di un rappresentante della Provincia di Torino e dei Départements de Savoie e des Hautes – Alpes.
    A questo comitato di pilotaggio si possono aggiungere, in caso di necessità, dei rappresentanti di altre collettività o organismi già in funzione.
    Questo comitato designa un presidente e due vice presidenti.
    Ha la funzione di fornire gli indirizzi, di convalidare le proposte che gli verranno avanzate, di prendere decisioni, nei limiti delle competenze delle strutture intercomunali e di valutare i risultati delle azioni intraprese.

    L’APPOGGIO OPERATIVO

    E’ fornito da un gruppo tecnico composto da collaboratori di ciascuna delle strutture intercomunali. Ciascun territorio, parte italiana, Briançonnais, Maurienne, designerà un responsabile tecnico.
    Con successiva e apposita convenzione si provvederà ad individuare forme e modalità di coordinamento del costituendo gruppo tecnico. In tale convenzione si provvederà a definire il quadro economico previsionale dei costi relativi al coordinamento e la loro ripartizione tra gli Enti firmatari del presente protocollo.

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La nuova programmazione A.L.CO.TRA 2007/2013

Depositato il 22.05.2009 presso il Segretariato Tecnico Congiunto di Menton Il Piano Integrato Transfrontaliero (P.I.T.)

 "Le Alte Valli: la montagna fa sistema".

Visualizza la scheda di costituzione definitiva del P.I.T.

Visualizza i progetti singoli

Progetti INTERREG IIIA conclusi

Giovani in azione
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca

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Contatti immagine decorativa: freccia che precede il link da destra

Soggiorni di formazione immagine decorativa: freccia che precede il link da destra
intensiva

Stages immagine decorativa: freccia che precede il link da destra

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immagine Giovani in azione

ALPES
Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca

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Le attività realizzate immagine decorativa: freccia che precede il link da destra

Le scuole che hannoimmagine decorativa: freccia che precede il link da destra
partecipato

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Sicurezza per lo sviluppo sostenibile delle Alte Valli
Comunità Montana Pinerolese Pedemontano

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Le attività immagine decorativa: freccia che precede il link da destra

Quadro Economicoimmagine decorativa: freccia che precede il link da destra

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